Empatia al lavoro: come migliorarla e lavorare tutti felici e contenti

ambiente di lavoro

 

Se in un ambiente di lavoro manca l’empatia (tra colleghi ma anche con i superiori) si lavora male, la produttività scende e si creano incomprensioni che possono sfociare in vere e proprie liti. D’altronde, l’empatia è una dote essenziale in tutti i contesti sociali, lavoro incluso. La buona notizia è che può essere in qualche modo appresa. Dunque se siete tradizionalmente poco empatici avete buone speranze di sviluppare questa caratteristica. Ecco come fare.

Ambiente di lavoro ostile? La soluzione è il comportamento empatico

Se ritenete che l’ambiente di lavoro vi sia ostile, vi è una certa probabilità che ciò dipenda dagli errori altrui. Può essere, però, che dipenda anche da voi, che siate voi il problema. Ovviamente, colpevolizzarsi non serve, ma un atteggiamento proattivo in tal senso è comunque utile. Nella peggiore delle ipotesi, avrete esercitato una dote importante, quella dell’empia appunto.

Come essere empatici al lavoro e favorire un ambiente di lavoro sereno nei propri confronti? Ha risposto a questa domanda GetCRM, azienda di New York che eroga servizi di assistenza a chi acquista software di CRM (Customer Relationship Management), che ha pubblicato sul suo sito un vademecum per essere empatici con colleghi e superiori.

Ambiente di lavoro sereno con l’empatia: una carrellata di consigli

Visitare posti nuovi. L’empatia si sviluppa solo se la persona ha una mentalità aperta. L’unico modo assicurato per “aprire la mente” è viaggiare, incontrare diverse culture, apprendere diversi stili di vita.

Sviluppare conversazioni reali. Spesso le conversazioni con i colleghi si fermano ai convenevoli. Per accrescere l’empatia è necessario entrare in connessione degli altri, e per fare ciò è necessario discutere di argomenti che riguardano personalmente l’interlocutore (es. gli interessi).

Chiedere un consiglio a parenti e amici. A frapporre una persona e lo sviluppo dell’empatia sono spesso limiti caratteriali. Ora, comprenderli da sé non è semplice, si rischia di non essere oggettivi. Per questo motivo, è necessario rivolgersi alle persone che ci conoscono bene.

Fare autocritica. Ovviamente, la condizione necessario per rendere veramente utili i consigli altrui è essere disposti all’autocritica.

Ascoltare senza interrompere. Ok, lo fanno davvero in pochi. Chi conversa, è impegnato a dire piuttosto che ad apprendere. Eppure, dal momento che empatia è sinonimo di connessione verso il prossimo, ci si dovrebbe sforzare veramente di ascoltare e diventare partecipi dell’esperienza altrui.

Fare complimenti. Manifestare apprezzamento per il lavoro altrui è un ottimo modo per entrare in connessione empatica.

Chiedere sempre un parere agli altri. Connettersi “empaticamente” vuol dire conferire importanza al prossimo. Un modo per fare è rendere gli altri partecipi delle decisioni.

Aprirsi al prossimo. Per lo stesso motivo, è bene concedere agli altri “un po’ di sé”. Un modo per farlo è confidarsi, se il contesto è adatto (il rischio è di sembrare fuori luogo).

Non arrabbiarsi mai. La rabbia allontana le persone, genera un muro di incomprensioni, esacerba l’atmosfera. Insomma, ostacolo l’empatia. E’ sempre bene evitare – a qualsiasi costo – gli scatti di ira. Il rischio è quello di creare danni irreversibili.

Non fare pesare l’eventuale distanza sociale. Se si proviene da contesti diversi, è bene fare di tutto per non fare emergere queste differenze nei normali rapporti di lavoro.

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