Il carisma a lavoro non paga: gli sconvolgenti risultati di una ricerca

carismatico

Carismatico è sinonimo di fortunato, di persona di successo. Nella vita certo, ma anche (e soprattutto) a lavoro. Questo, almeno, suggerisce il senso comune. Tutti in linea di massima sono d’accordo.

A sparigliare le carte in tavola è una ricerca americana, la quale ha messo in luce – in maniera scientifica, con un indagine su migliaia di persone – gli spiacevoli effetti collaterali dell’essere carismatico. Effetti che riguardano la carriera professionale del carismatico, soprattutto se è un lavoratore dipendente, ma anche delle persone che condividono l’ambiente di lavoro. Ecco cosa dice la ricerca e perché il carisma (a volte) non paga.

Carisma al lavoro: la ricerca che mette a nudo i difetti

La ricerca in questione è stata pubblicata sul Journal of Personality and Social Psichology, una delle più eminenti riviste a carattere scientifico. E’ stata condotta dai ricercatori Jasmine Vergauwe, Bart Wille, Joeri Hofmans, Robert B. Kaiser e Filip De Fruyt, i quali hanno realizzato una indagine incredibilmente estesa, che ha coinvolto 800 leader a livello globale e quasi 8.000 tra superiori, pari e subordinati.

La conclusione è la seguente: il carisma a volte fa male al contesto lavorativo. Nello specifico: “avere un sufficiente livello di carisma è importante, averne troppo potrebbe ostacolare l’efficacia della propria azione leadership”.

La chiave per comprendere questa conclusione sta nella natura stessa di carisma, che è duplice. Da un lato, un individuo è carismatico quando gli altri lo giudicano tale, quindi è una qualità attribuita dall’esterno. Dall’altro lato, una persona è carismatica quando “si si sente” carismatica, quindi se ha una grande autostima e capacità oggettivamente riscontrabili.

I rischi dell’essere leader

Dalla ricerca emergono tre principali rischi legati al carisma. O meglio, al troppo carisma.

Scarsa percezione di efficacia. Può sembrare un controsenso, ma il ragionamento fila. Il leader è, in genere, chi dà il là, chi mostra agli altri la direzione, chi dirige. Il carisma, quindi, è sinonimo di capacità strategiche. L’altra faccia della medaglia consiste nel fatto che il carisma – almeno così è emerso dall’indagine – sottintende una scarsa attenzione alla fase operativa. Il leader mostra cosa fare, ma non fa. Quindi è percepito come poco efficiente nella fase operativa. Questa percezione è pericolosa per il carismatico stesso, soprattutto quando, in verità, è un lavoratore dipendente. A egli, d’altronde, è richiesta principalmente l’operatività, di “fare” piuttosto che “decidere”.

Narcisismo. Il carisma è una questione di autostima, abbiamo detto. Ebbene, se il carisma è troppo, è troppa anche l’autostima e tutto ciò può tradursi in atteggiamenti narcisistici, fino all’arroganza. Ora è evidente che, a prescindere dal ruolo ricoperto, narcisismo e arroganza sono due tratti caratteriali che alla lunga nuocono all’ambiente di lavoro (le cui dinamiche sono comunque complesse).

Scarsa disciplina. Il carisma è una dote che spesso si declina a 360 grandi, quindi anche – e soprattutto – sulla sfera relazionale. Il carismatico piace a tutto, diverte, attira l’attenzione su di sé, in genere ha una vita sociale molto sviluppata. Questa attitudine alla relazione, però, nei casi di deriva, può tradursi in una mancanza di disciplina, di concentrazione, come una deviazione dalla missione. Pericolosa per tutti se il carismatico è il leader di un gruppo, pericolosa per se stessi se il carismatico è un lavoratore dipendente.

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