Community manager: una professione sempre più richiesta

Community manager

Il mondo del lavoro si sta evolvendo a un ritmo notevole. Il merito, o la colpa, va attribuita al progresso tecnologico, soprattutto in campo digitale, responsabile della morte di alcuni mestieri e della nascita di nuove professioni. Una delle professioni più richieste e allo stesso tempo più recenti è il community manager. Una figura importantissima, questa, per tutte quelle aziende che vogliono fare della presenza sul web una risorsa e non solo un mero specchietto per le allodole. Cosa fa il community manager? Soprattutto, come ci si diventa?

Community manager: cos’è e cosa fa

Il motivo per cui la figura del community manager ha acquisito una certa importanza va rintracciato nelle esigenze di visibilità “below the line”. In estrema sintesi, chi vuole farsi pubblicità, è bene che abbandoni l’approccio classico, quello che prevede un messaggio di vendita diretto, e si basi piuttosto sulla capacità di stringere relazioni con i clienti, di offrirgli benefit anche sul piano emotivo e dell’entertainment. Ecco, per raggiungere questo ambizioso obiettivo, è necessario organizzare i clienti (o i potenziali clienti) in comunità virtuali.

Il compito del community manager è quindi creare, organizzare e coltivare le community. Utilizza le leve tipiche, come la pubblicazione di post, con finalità però non promozionali (se non indirettamente) bensì “inclusivi”. Il suo scopo è creare engagement, innescare conversazioni.

Dal punto di vista operativo, il community manager stila delle regole precise, a cui i copy si devono attenere. Per esempio, decide cosa, quando e quanto pubblicare. Propone un preciso modello per la produzione dei commenti, ovviamente in linea con il target e con l’immagine che il brand/prodotto/azienda vuole dare di sé.

Social media manager e community manager: le differenze

Nell’immaginario collettivo, anche dei cosiddetti nativi digitali, community manager e social media manager sono sinonimi. Le loro mansioni, sebbene in alcuni casi possano sovrapporsi – oppure essere riunite in una sola figura – differiscono e non di poco. In poche parole, si può affermare che il community manager agisce a livello della tattica, mentre il social media manager a livello della strategia. Il primo interviene in una fase della filiera successiva a quella di dominio del secondo.

Il social media manager elabora la strategia, le linee guida generali, si preoccupa di mantenere una coerenza tra il messaggio e l’immagine perseguiti nei vari canali online. Il community manager, molto banalmente (ma in realtà di banale o di semplice non c’è nulla) gestisce. I confini tra le due figure può essere labile, ma ciò dipende in buona parte dallo spazio di manovra che il social media manager concede al community manager.

Come si diventa community manager? Il discorso non è affatto semplice. Le università raramente, anzi quasi mai, preparano a questo tipo di professione. Gli unici canali formativi sono rappresentati dai master specializzati. Tutto il resto lo fa l’esperienza. Solo toccando con mano le problematiche relative alla gestione delle comunità è possibile farsi le ossa. Fermo restando che ogni pubblico e ogni cliente è un caso a sé.

Ad ogni modo, Accademia di Comunicazione di Milano e il Sole 24 Ore Business School offrono corsi abbastanza adeguati per formarsi in tal senso.

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