Come diventare giornalista: le due strade

Come diventare giornalista

Il mestiere di giornalista è tra i più romantici in assoluto. Peccato che, negli ultimi anni, abbia subito dei contraccolpi a causa della crisi economica e dell’evoluzione in campo tecnologico (anzi, digitale). Indubbiamente, è un sogno che appartiene a molti giovani, i quali però spesso non sanno come diventare giornalista. La questione è infatti abbastanza complessa, dal momento che esistono come minimo due strade. Innanzitutto, è necessario conoscere la differenza tra giornalista pubblicista e giornalista professionista.

Come diventare giornalista televisivo: la via del professionismo

In linea teorica il professionista e il pubblicista sono entrambi giornalisti. Tra le due figure, tuttavia, permangono importanti differenze. Una su tutte, il tempo dedicato all’esercizio della professione. Il professionista, come tra l’altro intuibile dal nome, è un giornalista a tempo pieno, come può esserlo un ingegnere o un architetto, e di norma fa solo quello. Il pubblicista, di contro, è un giornalista “part time”, almeno sulla carta. Può esercitare altri mestieri e quindi la scrittura è per lui un secondo lavoro.

E’ una divisione da tenere conto, poiché i pubblicisti e i professionisti appartengono ad albi diversi. Soprattutto, perché il percorso da intraprendere per diventare un pubblicista è diverso da quello riservato per i professionisti. Da ogni punto di vista, il secondo è più impervio del primo.

La televisione è la meta ambita per molti aspiranti giornalisti. In almeno un caso, rispondere alla domanda “come diventare giornalista” equivale a rispondere alla domanda “come diventare giornalista televisivo”. Il riferimento è alla Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia, che viene considerata a tutti gli effetti come una laurea. Al termine dei tre anni, infatti, si viene iscritti automaticamente all’albo. Negli altri casi, ossia quelli che non prevedono la frequentazione di scuole ad hoc, è necessario sostenere un esame finale, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti. La trafila è sostanzialmente questa: si viene “assunti” da una testata giornalista, (cartacea, web o televisiva a che sia) in qualità di praticanti, si esercita la professione per un totale di 18 mesi consecutivi e infine si sostiene l’esame a Roma.

Come diventare giornalista pubblicista: un percorso agevole

Totalmente diverso è il discorso sul “come diventare giornalista pubblicista”. In questo caso è sufficiente collaborare con una testata e produrre in maniera continuativa dei contenuti per almeno due anni. Il numero dei contenuti, che possono essere articoli, servizi televisivi, interviste radiofoniche etc. dipende appunto dal tipo di testata. Per una testata web, per esempio, sono necessari almeno 70 articoli nel biennio. Va detto che la produzione di un numero sufficiente di contenuto non è di per sé garanzia di iscrizione, dal momento che questo vengono valutati, nella loro qualità, da una commissione.

Ad ogni modo, al termine del biennio, si fa regolare domanda all’ordine regionale dando prova dell’effettiva collaborazione (es. vanno allegati delle copie degli articoli) e, soprattutto, del pagamento della prestazione. Già, l’aspirante pubblicista non deve sostenere esami ma deve essere pagato per la sua opera. Solo le collaborazioni retribuite vengono considerate valide per la conquista del famoso tesserino. Va detto che, purtroppo o per fortuna, la retribuzione minima è davvero bassa: circa 2000 euro (di nuovo, dipende da regione a regione) per l’intero biennio.

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