Come diventare imprenditori con i prestiti a fondo perduto

Prestiti a fondo perduto

I prestiti a fondo perduto rappresentano una soluzione per chi vuole diventare un imprenditore, quindi mettere in piedi un’attività, ma non possiede la liquidità sufficiente. La loro caratteristica principale risiede nell’assenza di qualsivoglia rimborso. Chi riceve il prestito non deve restituire alcunché, non è chiamato a pagare rate o interessi. E’ quindi una forma di investimento finalizzata a premiare le potenzialità di chi ne fa richiesta, in una prospettiva che – spesso – è di sviluppo di un territorio o di una comunità. Non è un caso che tra i maggiori erogatori ci siano le istituzioni, che possono essere europee, statali, regionali.

Prestiti a fondo perduto per l’imprenditoria

Chi può richiedere i prestiti a fondo perduto? In genere, i soggetti che possono fare richiesta sono i seguenti.

  • Chi vuole aprire un’attività, avviare una start up. Un occhio di riguardato è dato all’imprenditoria femminile. Godono di una certa proprietà, nella quasi totalità dei bandi, le attività, siano esse aziende, cooperative, società, composte per il 60% da donne.
  • Chi vuole aprire una ditta individuale
  • Chi vuole mettersi in proprio (autoimpiego) e puntare al libero professionismo.

Le procedura di richiesta variano in base al programma. L’ente che finanzia i prestiti a fondo perduto, infatti, redige un bando e stila una graduatoria. Il minimo comune denominatore è tuttavia rappresentato dal business plan. Di fatti, il percorso che porta all’erogazione del finanziamento è una gara in cui vincono coloro che si dimostrano meritevoli di interesse. Per “vincere” è necessario presentare la propria attività, presente e futura, mediante un business plan.

Il modus operandi più comune è quello che caratterizza Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti che, appunto, nel 2013 ha messo in piedi un ricco programma di prestiti a fondo perduto. Chi è interessato deve compilare una domanda online, nel quale inserire informazioni specifiche circa la propria attività. Deve anche allegare, coerentemente con quanto detto poche righe fa, un completo e approfondito business plan.

Le domande vengono analizzate per ordine cronologico e infine viene stilata una graduatoria.

Finanziamenti a fondo perduto: pro e contro

Il vantaggio più grande, come già accennato, è la completa gratuità. Il termine “fondo perduto” indica esattamente questo aspetto. E’ un prestito che non va restituito. Da questo punto di vista, i prestiti a fondo perduto possono essere considerati come delle “borse di studio”, dal momento che il meccanismo (business plan escluso) è simile.

Purtroppo, si segnalano anche alcuni vantaggi, che sono essenzialmente due.

  • La carenza di risorse. In questo caso, non ce n’è per tutti. Il programma funziona fino a esaurimento risorse e successivamente, a seguito di ulteriori finanziamenti, viene rinnovato.
  • Tempistiche. Chiedere un prestito personale vuol dire ricevere il finanziamento in tempi relativamente brevi. Chiedere un prestito a fondo perduto vuol dire, invece, aspettare. L’ente, sia esso europeo, statale, regionale o finanche provinciale, deve prima valutare le richieste e poi stilare una graduatoria. Se si può chiamare così, la fase di istruttoria è molto lunga.

Occorre dunque valutare attentamente se fare ricorso a questo strumento. Se le necessità sono impellenti, è bene rivolgersi ad altro, anche a costo di pagare, primo o poi (mediante il rimborso e la corrispondenza di interessi), di tasca propria.

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