Lavorare nel calcio: come diventare procuratori e quanto si guadagna

Lavorare nel calcio

Le gesta di Mino Raiola, agente dei calciatori più famosi, in grado di concludere contratti sfarzosi, hanno riacceso l’interesse sul ruolo del procuratore sportivo. Lavorare nel calcio è difficile, ma se come calciatore (visto l’alto livello di competitività) è quasi impossibile, come agente lo è un po’ di meno. Ecco tutte le informazioni necessarie per lavorare nel calcio come procuratore.

Come iniziare a fare il procuratore sportivo

Il procuratore o come viene definito ufficialmente “agente” è il professionista che cura gli interessi dello sportivo, che rappresenta quest’ultimo in fase di trattativa. E’ una professione ben regolamentata dalla FIFA, che di recente ha messo mano alla normativa di riferimento.

Da 1° aprile 2015, per esempio, non è più necessario superare un esame per diventare agente dei calciatori. Il test abilitante, infatti, è stato soppresso. Ciò non vuol dire che diventare procuratore sia diventato un gioco da ragazzi. Tutt’altro, il collo di bottiglia è ancora lì presente, anche perché, in fin dei conti, l’esame rappresentava più una scocciatura che una reale barriera all’entrata.

Per lavorare nel calcio come procuratore, oggi come ieri, sono necessarie due cose: competenze e conoscenze. Potrebbero sembrare sinonimi, ma non vanno intesi in questo modo. Con il termine “conoscenze”, infatti si intende il network di contatti, la rete di relazione che l’aspirante agente è in grado, o è stato in grado, di mettere su. Per questo motivo, buona parte dei procuratori, tra cui lo stesso Mino Raiola, prima di essere agenti sono stati calciatori o hanno comunque lavorato nell’ambiente. Ovviamente, non è necessario conoscere fin da subito un Cristiano Ronaldo o un Messi, basta essere addentro a un contesto, anche spiccatamente locale. A quel punto, ovviamente, da cosa nasce cosa ed è possibile intraprendere la scalata.

Sono necessarie anche le competenze, che possono essere relazionali, giuridiche, amministrative, negoziali etc. Esistono comunque corsi specifici in grado di mettere a frutto le potenzialità di ognuno, anche organizzati direttamente dalla FIGC. Si segnalano, infine, alcuni requisiti indispensabili per iscriversi al Registro conservato dalla FIGC.

  • Residenza legale in Italia
  • Godimento dei diritti civili e non essere dichiarato interdetto, inabilitato o fallito
  • Fedina penale pulita limitatamente al reato di frode sportiva o ai delitti non colposi puniti con la pena edittale fino a cinque anni
  • Compatibilità con il regolamento della FIGC
  • Aver pagato eventuali sanzioni pecuniari o scontato eventuali sanzioni disciplinari

Quanto guadagna un procuratore sportivo

Ovviamente è tutto molto variabile, anche perché, se non sussistono altre condizioni, la retribuzione del procuratore sportivo funziona a percentuale. L’agente, in buona sintesi, guadagna il 3% sull’ingaggio del giocatore. Ora, va tutto da sé: se un agente rappresenta un giocatore di serie C o di serie D i guadagni saranno molto risicati, almeno rispetto alle cifre che si sentono in giro.

L’aspirazione è ovviamente porre sotto la propria ala giocatori di rango, in grado di strappare ingaggi molto alti. L’alternativa, che comunque è la norma, è avere un parco clienti molto numerosi, capace in aggregato di porre in essere guadagni elevati.

Be the first to comment on "Lavorare nel calcio: come diventare procuratori e quanto si guadagna"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*