Sei stato licenziato a 50 anni? Ecco cosa devi fare

Licenziato a 50 anni

La crisi, anche adesso che è ufficialmente passata, non guarda in faccia a nessuno. Coinvolge, certo in misura diversa, sia i giovani che i meno giovani. Ma se i meno giovani sono più avvantaggiati per vari motivi (anagrafici, anche) nella ricerca di un nuovo lavoro, ciò non vale anche per i cinquantenni, che devono fare i conti con tecnologie nuove ma anche con una avversione per gli “anziani”. A parità di competenze, tra un venticinquenne e un cinquantenne non c’è storia. Dunque, cosa puoi fare se sei stati licenziato a 50 anni? Ecco qualche consiglio utile.

Cosa fare a 50 anni se hai perso il lavoro

In primo luogo, è bene rivolgersi ai canali ufficiali, o almeno tenervi conto. Non tutti lo sanno, ma il famigerato Job Act ha posto in essere alcune agevolazioni per chi è stato licenziato a 50 anni o si trova a quell’età senza lavoro. Il riferimento è al decreto legislativo 81/2015 del Job Act, in vigore dal 25 giugno 2015, il quale prende le mosse da una direttiva europea. Il regolamento UE, infatti, prevede la possibilità di concedere benefici ai cosiddetti lavoratori svantaggiati, categoria a cui fanno parte i cinquantenni rimasti senza occupazione.

I benefici, in realtà, sono per l’aziende che li assumono (riduzione cuneo fiscale) ma non vi è dubbio rechino vantaggio soprattutto ai lavoratori. Chi è approdato da un bel pezzo negli “anta”, poi, può usufruire della formula contrattuale a tempo indeterminato. Si tratta di una possibilità posta in essere in via eccezionale, dal momento che, attualmente, vige il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.

Il Job Act, inoltre, consente alle aziende di fare ricorso agli over 55 mediante il vecchio lavoro a chiamata o intermittente. Non è finita qui, sempre questa categoria, nonostante sia palesemente fuori età, può beneficiare del contratto di apprendistato (il lavoratore deve essere però iscritto nelle miste di mobilità).

Per il resto, ci si può rivolgere agli enti locali, come la Regione, specie se quest’ultima ha messo in piedi un programma di collocamento per i lavori svantaggiati. Quando questi programmi esistono, e non è affatto scontato, al licenziato “a 50 anni” viene offerto un supporto nella redazione del curriculum e della lettere, nonché nella presentazione.

Come inventarsi un lavoro a 50 anni

Nonostante queste agevolazioni e la buona volontà del Governo, quello dei licenziati ultracinquantenni rimane una piaga, quasi pari a quella della disoccupazione giovanile (qui qualche rimedio utile). Sicché, molto spesso, più che aspettare che qualcuno venga in soccorso, la scelta è di inventarselo, il lavoro. Mettersi in proprio, insomma. Non si tratta di una idea semplice da percorrere, ma è fattibile se ci si spoglia di alcuni pregiudizi.

In primo luogo, occorre realizzare che il mondo è cambiato, e il servizio – nel quale magari ci si era specializzati – che realizzavamo fino a poco tempo potrebbe non andare più bene. E’ necessario quindi spogliarsi delle proprie convinzioni, quando la situazione lo richiede, e non fare ciò che – molto banalmente – si sa fare, bensì fare ciò che richiede il mercato. Ciò significa aggiornarsi, mettersi a studiare magari nel pieno della mezza età.

Secondariamente, occorre spogliarsi di un pregiudizio insidioso: la velocità. I ritmi compassati sono un ricordo, così come le garanzie che prima legavano cliente e professionista. Il mondo è diventato fluido, soprattutto quello del lavoro (ciò vale anche per gli autonomi). .

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