Pensione da casalinga: a quanto ammonta, chi la può richiedere

pensione per casalinghe

La pensione da casalinga è una realtà dell’ordinamento da molto tempo, sebbene non tutte le massaie ne siano consapevoli. Ovviamente, è disciplinata in maniera severa e pone in essere requisiti stringenti. Sono due i punti di partenza per comprendere appieno questo importante strumento previdenziale.

La pensione da casalinga non va confusa con l’assegno sociale, che è una risorsa del tutto diversa, disciplinata secondo canoni che non prevedono contribuzione.

La pensione da casalinga è una pensione nel vero senso della parola, che quindi per essere percepita deve essere preceduta da un periodo di contribuzione.

Chi può richiedere la pensione da casalinga

Non è possibile liquidare la questione rispondendo semplicemente “alle casalinghe”. In primo luogo, non è riservata solo alle donne, ovviamente, ma anche agli uomini. La discriminante risiede nell’esclusività dell’attività domestica. In linea di massima, però, si può affermare che possono accedere alla pensione da casalinga coloro che hanno versato contributi contributo di previdenza e che hanno prestato cura e assistenza di tipo domestico all’interno del proprio nucleo familiare, ovviamente non retribuite.

Per accedere al Fondo di previdenza dell’INPS, cui vengono indirizzati i contributi, è necessario:

  • Svolgere attività di assistenza e cura della famiglia in totale assenza di retribuzione o di vincoli di subordinazione (es. di natura contrattuale)
  • Non essere titolari di pensione diretta
  • Non svolgere un’attività lavorativa autonoma o dipendente che comprenda l’obbligo di iscrizione a uno ente dedicato o a una cassa previdenziale

La domanda di iscrizione può essere fatta una volta compiuti i 16 anni e fino ai 65 anni di età. Ci si può iscrivere online, se si possiede il PIN INPS dispositivo. In alternativa è possibile rivolgersi al numero verde 803.164 (dal fisso) o 06.16164 (da cellulare). Infine, è possibile fare richiesta presso un patronato.

Il capitolo contribuzione è piuttosto complicato. In genere, per maturare la pensione da casalinga, è necessario aver versato contributi tali da determinare un apporto pari al 120% dell’assegno sociale. L’importo da raggiungere è quindi pari a 537 euro.

Tali versamenti sono liberi, è il richiedente stesso a decidere la cifra, purché si rispetti la soglia minima di 25,82 euro al mese.

Un altro requisito, per rendere la contribuzione valida al fine della percezione della pensione, è aver versato contributi per un totale di 60 mesi (pari a 5 anni).

I contributi si possono versare sostanzialmente a propria completa discrezione, anche non mensilmente. A tal proposto, l’INPS fornisce specifici bollettini postali.

A quanto ammonta la pensione per casalinghe

L’entità della pensione da casalinga dipende, come già accennato, dalla quantità di contributi versati. Il regime di riferimento è quindi quello contributivo. Si può percepire la pensione a partire dai 57 anni di età. Va detto, però, che una volta compiuti i 65 anni, spetta a tutti la pensione di vecchiaia, in assenza di qualsiasi altro contributo previdenziale.

In definitiva, si può affermare che la pensione da casalinga è uno strumento importante per questa specifica categoria di persone. E’ d’uopo, però, considerare tutte le alternative, specie quelle offerta dalla previdenza integrativa e in particolare dal fondo pensione, che possono generare – a determinate condizioni  – importi superiori a quelli emessi dall’INPS.

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