Personal Branding: uno strumento per cercare lavoro

Personal Branding

Lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie hanno posto in essere dinamiche particolari in molti campi, compreso quello professionale. Sta cambiando persino il modo di cercare lavoro. La maggiore novità, in tal senso, è rappresentata dal Personal Branding. Questa disciplina, che commuta molto dalle dinamiche in uso nell’advertising, può tornare veramente utile a chi vuole trovare lavoro, soprattutto online.

Personal branding cos’è e a cosa serve

Con il termine Personal Branding si intende quella disciplina che punta ad accrescere la reputazione non di un marchio o di un’azienda, bensì di una persona. Può essere utilizzata in molti ambiti ma, con le dovute proporzione, può essere appannaggio del singolo individuo che cerca lavoro. Il segreto, o per meglio dire l’idea di base, è porre se stessi a marchio, quindi impiegare tecniche pubblicitarie e di marketing. Il tutto, sia chiaro, con le dovute proporzioni e con i necessari adattamenti. Ecco qualche strategia utile di Personal Branding, finalizzata all’assunzione.

Come fare il personal branding: una guida esaustiva

Metterci la faccia. Altrimenti che “Personal” Branding sarebbe? Se la persona diventa marchio, allora è bene che l’immagine del marchio sia il volto stesso del professionista che intenda che intende pubblicizzarsi. E’ necessario curare quindi l’aspetto visivo, quindi utilizzare fotografie scattate professionalmente, che possano, nei limiti del mezzo, trasmettere un messaggio di competenza, fiducia, professionalità.

Creare un sito personale e curarlo. Il sito deve avere un aspetto professionale. L’indirizzo dovrebbe contenere nome e cognome e, se possibile, anche la propria professione. Dovrebbe inoltre contenere un ricco portfolio, una pagina dedicata a una descrizione di se stessi (il famoso “Chi Sono”), un’altra dedicata ai servizi offerti e ovviamente un’altra ancora dedicata al curriculum (qui una guida su come scriverlo). Non devono mancare, ovviamente, informazioni specifiche riguardo i contatti, che devono essere multi-piattaforma: telefono, email, Linkedin, Facebook, Twitter, Skype etc.

Scrivere una tag line che lasci il segno. Se è vero che il Personal Branding commuta alcune tecniche pubblicitarie, allora occorre scrivere una tag line, una frase effetto, un pay-off, uno slogan che allo stesso tempo colpiscano l’immaginario, che possano essere ricordati con facilità e descrivano la propria personalità.

Utilizzare chiarezza e sintesi. Il mondo della pubblicità ha molte regole, alcune delle quali complicate. Le più semplici, nonché immutabili, riguardano i concetti di chiarezza e di sintesi. Il messaggio deve essere semplice e deve essere, sopratutto, “uno”. Quali sono i punti di forza? Quali sono i servizi che si offrono? Le risposte a queste domande dovrebbe essere tradotto in un messo che, appunto, rispetti i requisiti appena citati.

Modulare la forma, e se possibile i contenuti, al target. Un’altra regola dell’advertising è di procedere sempre con una comunicazione targetizzata. Non si scrive per se stessi bensì per i destinatari del messaggio. Prima di tutto, però, è necessario conoscere il proprio target di riferimento, e non è detto che tali informazioni siano scontate o immediatamente disponibili. Il consiglio, quindi, è di spendere del tempo nello studio del target, per comprende il suo linguaggio, le sue aspirazioni e modulare l’intero messaggio di conseguenza.

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