Quale laurea fa guadagnare di più? I dati Almalaurea

Laurea e reddito

La scelta dell’indirizzo universitario, per chi vuole proseguire gli studi, è un passaggio fondamentale. Da questa scelta dipende, di fatti, il futuro professionale. Occorre scegliere con accortezza, se non ci si vuole condannare a una vita lavorativa poco appagante o, nella migliore delle ipotesi, se si vuole evitare di perdere qualche anno. La domanda che i neodiplomati spesso si pongono quindi è: quale laurea offre le migliori opportunità? quale fa guadagnare di più? Fortunatamente, esistono dati certi in merito. Ovviamente il reddito di ognuno dipende anche da fattori personali, come le capacità, le doti relazionali etc. ma è indubbio che la ricerca di Almalaurea possa offrire un efficace orientamento.

Laurea secondo livello: l’importanza dell’ateneo

La ricerca specifica che, più che l’indirizzo universitario, a incidere è soprattutto l’Università in sé. Banalmente, il luogo dove ci si laurea. I dati confermano il sentire popolare: i lavoratori “usciti” da atenei del nord Italia godono di un reddito maggiore rispetto ai colleghi che hanno studiato al sud. Valgano due dati per tutti: a tre anni dalla laurea, lavora il 96% dei laureati al Politecnico di Torino, mentre in alcuni atenei del meridione (Foggia, Messina, Palermo) solo il 70%. Si segnalano anche profonde discrepanze in fatto di reddito: 1.600 euro contro 1.050.

Ovviamente, non è colpa esclusiva delle università. A influire sui risultati è anche il tessuto produttivo. Non è un paradosso ma pura e semplice realtà: un ateneo può offrire una istruzione eccellente e allo stesso tempo non garantire affatto una occupazione. Se attorno alle università vi è un “deserto lavorativo” la colpa non è delle istituzioni universitarie né tanto meno dei laureati.

Laurea specialistica: i dati di reddito e occupazione

Molto spesso le rilevazioni si focalizzano sulle opportunità di occupazione di questo o quell’indirizzo universitario. Si tratta di un approccio sbagliato e potenzialmente fuorviante. Anche il reddito è molto importante. Può anche darsi che una facoltà offra una speranza di occupazione vicina al 100%, ma se il guadagno medio non supera i 600 euro non si può spacciare il dato per positivo. E’ bene dunque incrociare entrambi i dati: reddito e occupazione.

Di seguito, una lista indirizzo per indirizzo (così come riportata dal portale web ClassUp), in rigoroso ordine alfabetico. Si può notare anche a un primo acchito come le lauree più redditizie siano quelle in ingegneria e medicina, mentre quella meno redditizia sia quella in archeologia.

Antropologia: 73,1% occupazione e 923 euro al mese
Archeologia: 71,2% occupazione e 830 euro al mese
Architettura Paesaggistica: 75,7% occupazione e 989 euro al mese
Beni Culturali: 50% occupazione e 983 euro al mese
Biologia: 75,3% occupazione e 1.058 euro al mese
Biotecnologie Industruali: 83,5% occupazione e 1.236 euro al mese
Economia: 81,1% occupazione e 1.300 euro al mese
Economia Aziendale: 85,9% occupazione e 1.357 euro al mese
Filologia Moderna: 72,7% occupazione e 980 euro al mese
Finanza: 87,8% occupazione e 1.458 euro al mese
Fisica: 90,7% occupazione e 1.421 euro al mese
Geologia: 76,7% occupazione e 1.100 euro al mese
Giurisprudenza: 55,6% occupazione e 1.075 euro al mese
Informatica: 96,8% occupazione e 1.550 euro al mese
Ingegneria Aereospaziale: 96.8% occupazione e 1.741 euro al mese
Ingegneria Biomedica: 92,1% occupazione e 1.472 euro al mese
Ingegneria dei Materiali: 94,5% occupazione e 1.518 euro al mese
Ingegneria dell’Automazione: 95,4% occupazione e 1.607 euro al mese
Ingegneria Elettrica: 95,3% occupazione e 1.588 euro al mese
Ingegneria Gestionale: 94,4% occupazione e 1.533 euro al mese
Ingegneria Informatica: 96,6% occupazione e 1.553 euro al mese
Ingegneria Meccanica: 96,1% occupazione e 1.610 euro al mese
Lingue e Letterature Moderne: 76,1% occupazione e 996 euro al mese
Linguistica: 77,1% occupazione e 1.060 euro al mese
Medicina: 95,3% occupazione e 1.616 euro al mese
Musicologia: 77,8% occupazione e 980 euro al mese
Professioni Sanitarie: 91,5% occupazione e 1.477 euro al mese
Psicologia: 69,7% occupazione e 865 euro al mese
Relazioni Internazionali: 77,8% occupazione e 1.261 euro al mese
Scienze della Natura: 71,9% occupazione e 984 euro al mese
Statistica: 96,2% occupazione e 1.460 euro al mese
Storia dell’Arte: 71,3 occupazione e 946 euro al mese
Scienze della Comunicazione: 77,9% occupazione e 1.090 euro al mese
Scienze Geografiche: 70% occupazione e 1251 euro al mese
Scienze Filosofiche: 71,2% occupazione e 997 euro al mese
Scienze Infermieristiche: 97,6% occupazione e 1.597 euro al mese
Scienze dell’Educazione: 74,6% occupazione e 1.057 euro al mese
Scienze della Nutrizione: 77,6% occupazione e 960 euro al mese
Scienze Politiche: 77,1% occupazione e 1,324 euro al mese
Scienze Sociali: 78,3% occupazione e 1.087 euro al mese
Scienze Storiche: 73,9% occupazione e 1.222 euro al mese
Servizi Sociali: 78,3% occupazione e 1.087 euro al mese
Sociologia: 66,8% occupazione e 1.134 euro al mese
Studi Europei: 67,6% occupazione e 1.223 euro al mese

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