Arbitro di calcio: ecco quanto si guadagna e come lo si diventa

quanto guadagna un arbitro

La professione non è delle più semplici, soprattutto se si considera che l’Italia è un gigantesco bar sport. Eppure rispondere alla domanda “quanto guadagna un arbitro di calcio” può aiutare chi intende intraprendere questa carriera a capire se ne valga la pena o meno.

Fermo restando, ovviamente, che il denaro non può essere l’unica motivazione in gioco, dal momento che il mestiere dell’arbitro comporta molte pressioni, in alcuni casi addirittura mediatiche, e in genere – per definizione, proprio per la funzione che assolve – non è molto amato.

 

Il guadagno dell’arbitro di calcio: tanto ma non troppo

E’ diffusa la percezione secondo cui il mondo del calcio sprizzi ricchezza da tutti i pori, e che di questa ricchezza ne beneficino tutti gli attori in gioco, e non solo i calciatori. A prescindere dal tuo ruolo, se lavori nel calcio, sia tu un calciatore professionista o il più umile dei magazzinieri, ha il portafoglio pieno. E invece non è così, o almeno non a livelli omogenei. Il mondo del calcio, almeno dal punto di vista della retribuzione, è semplicemente un mondo più confortevole di tanti altri, ma non garantisce una busta paga a cinque o sei zeri, anzi (anche se alcune figure, come i procuratori sportivi, ci vanno vicino).

Tralasciano i tanti esempi che si possono fare, e che riguardano le professioni più umili (come il magazziniere, appunto) per dimostrare questa afformazione è sufficiente prendere in esame una categoria che, con quella dei calciatori, condivide la ribalta: gli arbitri.

Insomma, quanto guadagna un arbitro di calcio? Per rispondere alla domanda è bene considerare le cifre degli arbitri di serie A, in modo da offrire informazioni sulla migliore ipotesi possibili, sul massimo auspicabile.

Ebbene, le cifre sono alte, su questo non c’è dubbio, ma non altissime. Si parla, infatti, di 3.000-5.000 euro a partita. Se consideriamo che una stagione conta più o meno quaranta partite (senza contare le coppe), siamo sui 120-200.000 euro all’anno. A questi poi vanno sommate anche le quote fisse, che rappresentano una sorta di diritti di immagine, che vanno dai 45.000 agli 80.000 euro annui.

Va considerato, infine, che si parla di cifre medie, dal momento che il compenso può variare in base all’anzianità e al tipo di gara.

Insomma, sono tanti soldi, e sono ben pochi i lavoratori che possono anche solo ambire a queste cifre. Molto poco, però, in confronto a quello che, mediamente, guadagnano i calciatori della medesima categoria.

Come si diventa arbitro di calcio

Ok, avete deciso di intraprendere la carriere di arbitro, per nulla scoraggiati dal clima non sempre favorevole che aleggia intorno a questa professione e galvanizzati dalle prospettive di guadagnato. Da che parte cominciare? In realtà, diventare arbitro di calcio è molto semplice. E’ fare carriera che è molto difficile.

Il primo passo è frequentare, e superare, il corso ufficiale organizzato dall’AIA (che si tiene in ogni città dove è presente una sezione). Il secondo è… Fare la gavetta. E si tratta di una gavetta lunga, che prevede la scalata categoria per categoria.

Ovviamente, la figura dell’arbitro è legata ad alcune caratteristiche personali imprescindibili: la forza di carattere, la capacità decisionale, la concentrazione, il sangue freddo sono solo alcuni di essi.

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