Quanto guadagna un infermiere? Libero professionista e dipendente a confronto

quanto guadagna un infermiere

Negli ultimi anni molti giovani si sono interessati alla professione di infermiere, come certificato dall’aumento esponenziale degli iscritti a infermieristica. Il motivo? La crescente richiesta da parte degli ospedali. Oggi le offerte di lavoro diminuiscono, ma il numero degli aspiranti infermieri è sempre altro. Ciò indipendente da quanto guadagna un’infermiere o dalle soddisfazioni sul piano economici. Per molti, infatti, si tratta di una vocazione. Ad ogni modo, non ci si può esimere da un ragionamento sulla retribuzione. Ecco, nello specifico, quanto guadagna un infermiere.

Stipendio da infermiere, differenze tra dipendente e libero professionista

In realtà, non è facile calcolare lo stipendio da infermiere. Se si lavora da dipendente, per esempio, vanno presi in considerazione numerosi fattori: la natura dell’istituto (pubblico o privato), l’indennità di funzione e di risultato, gli straordinari e il lavoro notturno. Per avere un’idea di massima, però, è possibile studiare le tabelle di contrattazione nazionale. Da queste emerge che lavorando in un ospedale pubblico si inizia con 1.300 euro al mese e si giunge, all’apice della carriera, a 2.500 euro. Se l’ospedale è privato lo stipendio è in genere più basso, ma è quasi il doppio se la clinica appartiene a una fascia alta.

Quanto guadagna un infermiere indipendente? In questo caso si parla di assistenza domiciliare sanitaria. E’ molto redditizia in quanto vengono richiesti maggiori competenze e una esperienza consolidata. Un singolo intervento – e si consideri che se ne possono fare anche dieci nel corso di una giornata – può costare anche 50 euro. Le cifre raddoppiano se l’assistenza è notturna. All’estero, va detto, la paga è molto più pesante.

Come diventare infermiere

La professione dell’infermiere è stata oggetto di modifiche legislative qualche anno fa. In passato, infatti, per esercitare era sufficiente il diploma, oggi è necessario frequentare un corso universitario triennale. Il requisito minimo, infatti, è la laurea in Scienze Infermieristiche, che viene organizzata all’interno della facoltà di medicina. Gli esami di profitto sono diciotto, intervallati da un lungo tirocinio professionalizzante. Come per gli altri corsi di laurea, quello in Scienze Infermieristiche è diviso in semestri.

Iscrizione all’albo professionale è legata al superamento di un esame finale. E’ possibile continuare gli studi, in modo da avere più possibilità di fare carriera e diventare, per esempio, caposala.

Percorso formativo a parte, per fare l’infermiere è necessaria una forte motivazione e una vocazione alla cura del prossimo. E’ una professione potenzialmente molto stressante, e dal punto di vista fisico e soprattutto da quello psicologico. Le soddisfazioni non possono e non devono provenire solo dallo stipendio. Quello medio, infatti, è di 1.662 euro. Una cifra certo non esigua, comunque inadeguata ai sacrifici che un buon infermiere è chiamato a compiere.

 

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