Retribuzione apprendistato: quanto puoi guadagnare?

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L’apprendistato è un canale di accesso nel mondo del lavoro tra i più apprezzati. Coniuga, infatti, lavoro e studio. Attorno a esso però si addensano alcuni dubbi. Per esempio, a quanto ammonta la retribuzione apprendistato? Se si pone questa domanda a tre apprendisti, si ricaveranno tre risposte diverse. La paga è casuale o c’è una regola che in qualche modo consente una stima della retribuzione?

Contratto da apprendista: la normativa

Il contratto di apprendistato è stato ufficializzato nel 2011 e rimaneggiato nel 2014 e nel 2016. La normativa è leggermente cambiata. Nata per garantire ai giovani formazione professionalizzante e speranze maggiori di entrare – in tempi brevi – nel mondo del lavoro, è stato di recente oggetto di modifiche legislative finalizzate alla standardizzazione dello strumento. In sintesi, alcuni elementi, magari importanti, venivano lasciati alla discrezionalità del datore di lavoro e ciò portava inevitabilmente a diseguaglianze.

Il contratto di apprendistato dura al massimo tre anni, al termine dei quali il datore di lavoro si impegna ad assumere il giovane. L’assunzione in realtà non è automatica, ma vincolata ad alcune condizioni. Una di queste è stata posta proprio dal Job Act, e impone al datore di lavoro di assumere almeno il 20% degli apprendisti, se l’organico al completo supera i 50 elementi.

L’obiettivo specifico di questa misura è scongiurare nei limiti del possibile i casi in cui un lavoratore, dopo tre anni di lavoro e formazione, venga lasciato a se stesso ad apprendistato concluso. Sullo sfondo, la volontà delle imprese di sfruttare i vantaggi derivanti dal contratto, piuttosto che la reale intenzione di inserire un giovane nel parco dipendenti. Anche perché assumere con questo contratto conviene, e per le agevolazioni fiscali e per la retribuzione apprendistato, che è più bassa rispetto ai lavoratori normali. Ecco, quanto più bassa?

Retribuzione da apprendista: solo noccioline?

Va specificato un particolare. La retribuzione apprendistato è bassa, ma non bassissima. Non raggiunge mai i livelli dello stage, in riferimento ai quali si parla di poche centinaia di euro. Le differenze con il salario di un dipendente però sono evidenti. Il termine di paragone è proprio lo stipendio dei dipendenti con pari mansioni, quindi ci riferiremo a una percentuale e non a un numero assoluto.

Occorre distinguere tra la prassi e la legge. Secondo la prassi, la retribuzione apprendistato equivale al 60% della retribuzione di un dipendente con pari mansione. Quindi, se lo stipendio di un lavoratore in azienda è di 1400 euro, quello dell’apprendista sarà sugli 840 euro.

Cosa dice la legge? Il datore di lavoro può equiparare l’apprendista a un lavoratore di pari mansioni con due gradi di anzianità in meno. In questo caso, facendo un rapido calcolo, si giunge a un 35%. Questa percentuale, che in realtà è raramente impiegata, sposta la retribuzione a livelli simili a quelli dello stage. Ovviamente, il massimo è il 100%.

Occorre specificare altri limiti che non siano economici. Uno su tutti, l’età: il minimo è 18 anni, il massimo è 29. I trentenni, quindi, sono esclusi dal programma e sono costretti, nel caso in cui già non fossero entrati nel mono del lavoro, altre vie.

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