Lavorare in Inghilterra: come fare, quanto costa

Lavorare in Inghilterra è il sogno di molti giovani, per alcuni una necessità. Il Regno Unito è infatti uno dei pochi paesi europei in cui il mercato del lavoro, nonostante alcuni fisiologici problemi, non è in sofferenza. Ecco informazioni dettagliati sui documenti, sui costi da sostenere e sui canali istituzionali a cui rivolgersi.

Lavorare in Inghilterra costi e documenti

La prima preoccupazione di chi intende emigrare nella speranza di lavorare in Inghilterra è l’inglese. La seconda è l’alloggio, soprattutto se non si ha un contratto – e quindi del reddito disponibile – tra le mani. Inizialmente, è bene puntare sulle stanze. Nelle zone meno trafficate e più periferiche di Londra, o nelle città più importanti, ce la si può cavare con 20 sterline a settimana. In alternativa ci si può rivolgere all’Earl’s Court, un quartiere che abbonda di stanze riservate quasi esclusivamente agli studenti, quindi dal prezzo piuttosto modico.

Un altra preoccupazione riguarda i documenti. Quali sono i documenti necessari per trasferirsi in Inghilterra per cercare lavoro? Va detto che quanto segue potrà presto cambiare, in quanto la legislazione per la mobilità delle persone è oggetto dei negoziati per la Brexit. Attualmente, però, è in vigore la normativa del mercato unico, e quindi il trattato di Schengen. I cittadini italiani possono quindi muoversi liberamente all’interno del Regno Unito. Non è necessario quindi alcun documento la di fuori della carta d’identità. Non è nemmeno necessario il permesso di residenza, a meno che non si faccia domanda per la cittadinanza inglese (ma questo è un passo sicuramente successivo).

Anzi, in verità un documento è richiesto, ma non ha a che fare con il soggiorno in sé. E’ il National Insurance Number, che viene richiesto da tutti i datori di lavoro. E’ un codice che consente a chi lavora nel Regno Unito di lavorare, stipulare contratti e pagare le tasse. Va richiesto negli uffici di collocamento.

Studiare e  lavorare in Inghilterra: un consiglio per i giovani

Chi letteralmente tenta la fortuna a Londra, giungendo da disoccupato e senza particolari esperienze lavorative alle spalle, non è comunque spacciati, anzi. Qualcosa per iniziare la si trova sempre. Le ragazze, in questo caso, se la passano un po’ meglio, dal momento che possono essere richieste per un numero maggiore di lavori: cameriera e barista, certo, ma anche hostess, operatrice negli alberghi e così via. I ragazzi, invece, non è solo un mito, iniziano molto spesso da aiuto bar, camerieri (se parlano molto bene l’inglese) o da lavapiatti. In realtà, non sono pochi nemmeno i commessi. Se il negozio è di Benetton, si può essere assunti anche se non si parla l’inglese.

E’ possibile contemporaneamente studiare e lavorare in Inghilterra. I posti di lavoro non mancano, compresi quelli part time. Quella di lavorare e nel frattempo studiare, magari l’inglese, è una pratica abituale, favorite dalle numerose opportunità che il Regno Unito, e soprattutto Londra, dà.

Ad ogni modo, la ricerca del lavoro, sia per stranieri che per i residenti, è adeguatamente sostenuta dalle istituzioni, nonché da agenzie private. Le interinali più importanti e affidabili sono la Work Thing, la Head Hunter, la Manpower, la Reed, la Bar Zone. Ovviamente, vanno presi in considerazione gli Job Centre, l’equivalente dei nostri centri di ricollocamento. La buona notizia è che sono gratuiti. Il più importante, perché situato non solo a Londra ma anche in un quartiere centrale, è noto con il nome “Catch 22”.

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