Test ingresso università: consigli generali per gli aspiranti studenti

test ingresso università

Il test di ingresso all’università è uno scoglio spesso difficile da affrontare. Eppure è l’ultimo, prima di iniziare la carriera accademica. Il più delle volte gli studenti si trovano disorientati di fronte alla prova, non hanno idea di cosa e come studiare, né per quanto tempo. Anche perché i test variano da ateneo ad ateneo non solo per ciò che concerne gli argomenti ma anche per quanto riguarda la struttura. Eppure, dal momento che le università tendono ad omologarsi tra di loro, in modo da offrire un servizio il più possibile omogeneo, alcuni schemi tendono a essere replicati. E’ quindi possibile elencare alcuni consigli validi per tutti i tipi di test di ingresso all’università.

Università senza test di ingresso?

Prima di tutto è bene rispondere a una domanda spinosa: è proprio necessario fare il test di ingresso all’università? La scelta, infatti, c’è. E’ tutto a discrezione dello studente. Se si escludono pochi corsi universitari (per esempio, quello in medicina), l’alternativa del numero aperto è sempre presente. A questo punto, però, la domanda si trasforma e diventa: le facoltà a numero chiuso sono sempre migliori delle facoltà a numero aperto? La risposta è: dipende. Nella fattispecie, dipende dal numero di studenti che fanno ogni anno domanda di iscrizione, nonché dalla disciplina. E’ ovvio, se l’affluenza è alta, il numero aperto genera classi enormi, con relativa perdita di qualità dell’insegnamento, che abdica spesso ai tentativi di interazione, e rallentamenti organizzativi. Premesso che il fattore determinante per una scelta efficace è la qualità dei corsi.

Come si supera il test di ammissione?

Fatta questa premessa, procediamo con i consigli.

Leggete sempre il bando. Come abbiamo già accennato, spesso i test cambiano da università a università. Di fronte a questa eterogeneità, una delle poche armi a disposizione dell’aspirante universitario è il bando. In questo documento, infatti, sono scritte le informazioni necessarie non solo a partecipare alla prova, ma anche a sostenerla. Leggetelo con cura, quindi. Se necessario, leggetelo più volte.

Studiate sui manuali. Spesso e volentieri, non è sufficiente aver fatto bene le superiori per passare. Necessario è il più delle volte avere quel pizzico di conoscenza in più. Dunque, largo ai manuali dedicati esclusivamente a questa ardua prova.

Simulate i test. Esercitarci permette di giungere non solo preparato al test di ingresso all’università, ma ancora tranquilli e sereni, privi di quella paura per l’ignoto che coinvolge anche chi, molto banalmente, deve superare un esame. Il consiglio è quello di prediligere i testi più corposi, che offrono un numero incredibilmente alto di simulazioni ed esempi.

Non limitarsi alla disciplina principale. Questo è un aspetto importante. Chi prova il test cade spesso nell’errore di prepararsi sulla materia che, presumibilmente, sarà oggetto del corso. E invece il test comprende sempre una certa quantità di quesiti che poco o nulla c’entrano con la materia in questione. Cultura generale, logica, scienze (per le materie umanistiche), inglese…. D’altronde, l’obiettivo delle università è creare i professionisti del domani, e un professionista deve essere un uomo colto e capace in generale, e non solo in quello che fa esplicitamente. Il consiglio, quindi, è di non lasciare nulla per strada.

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