Test psicoattitudinali per la selezione del personale: come affrontarli

test psicoattitudinali

I test psicoattitudinali sono una realtà molto diffusa sia nei concorsi pubblici che nelle selezioni di personale per aziende private. Rappresentano un modo per conoscere a fondo il candidato e quindi per valutare l’aderenza tra la sua personalità e il ruolo da ricoprire. Spesso generano una certa ansia, dal momento che, necessariamente, il candidato è chiamato a dare informazioni anche molto private su se stesso, quindi in un certo senso a scoprire le sue carte. Generano una certa ansia perché il candidato ha un dubbio: rispondere “bene” o rispondere sinceramente?

Test psicoattitudinali e comportamentali: a cosa servono

Uno dei fattori che determinano un’assunzione è rappresentato dall’insieme di competenze che il candidato possiede o dovrebbe possedere. Il “saper fare” ricopre un ruolo importante. Tuttavia, c’è dell’altro. Esercitare una professione, e soprattutto farlo all’interno di un ambiente di lavoro, a contatto con dipendenti e responsabili, impone il possesso di requisiti che nulla hanno a che fare con la tecnica. Di requisiti che riguardano la personalità, le doti umane e mentali.

I test attitudinali hanno esattamente lo scopo di valutare il candidato sotto questo profilo. E’ per tale motivo che vengono reputati importanti quasi quanto i test finalizzati a valutare le competenze professionali in senso stretto.

Come affrontare un test psicoattitudinale

Come accennato in precedenza, il candidato spesso è diviso tra due alternative: rispondere sinceramente o rispondere bene, quindi offrire informazioni veritieri circa le proprie attitudini o rispondere ciò che, si presume, vogliano sentirsi dire “dall’altra parte”.

Partiamo subito dicendo che è sempre meglio scegliere la prima alternativa. I motivi sono tanti. In primo luogo, il rischio di tradirsi. Anzi, i test psicoattitudinali sono organizzati proprio per far smascherare chi vuole fare il furbo, chi vuole dare di sé una immagine non veritieri. E’ per questo motivo che il test è letteralmente popolato da domande a trabocchetto, ossia da quesiti che, magari a enorme distanza gli uni dagli altri, hanno un significato simile. L’obiettivo è proprio far emergere i tentativi di coloro che intendono passare per ciò che non sono. Piuttosto che correre questo pericolo, è bene rispondere con serietà e sincerità.

Nondimeno, è bene cercare, coerentemente con il principio di verità, di non dare risposte squilibrate. A tal proposito va specificato che nella maggior parte dei casi i test sono composto da domande a risposta multipla, le quali contemplano un numero dispari di opzioni. In genere, il quesito propone una situazione rispetto alla quale il candidato è chiamato a esprimere una preferenza su una scala da 1 a 5, 1 a 7 e così via. E’ bene evitare le risposte estreme, quando possibile. E’ bene, inoltre, evitare di dare troppe risposte neutre. Insomma, va ricercato un certo equilibrio.

Un consiglio, infine, è quello di non improvvisarsi esperti di psicologia e psicoanalisi. Un consiglio, questo, che fa il paio con quello “della sincerità”. Questo perché, benché ci si sia esercitati con i test psicoattitudinali presenti in rete, questi ultimi sono molto approssimativi rispetto a quelli reali, per cui vanno affrontati serenamente ma senza fare il passo più lungo della gamba.

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