Trovare lavoro in Italia: gli errori più frequenti secondo Manpower

Trovare lavoro

Trovare lavoro in Italia, in piena stagnazione economica, non è affatto facile. . Il tasso di disoccupazione è ancora estremamente alto, soprattutto a livello giovanile. Se i fattori esterni – carenza di posti di lavoro in primis – pesano e pure parecchio, lo stesso si può dire dei fattori “individuali”. In parole povere, gli aspiranti lavoratori compiono spesso degli errori. Ne ha parlato in una recente intervista a TgCom 24 Daniela Caputo, Social Media Manager di Manpower Group Italia, la più grande multinazionale dell’human resourcing.

Come trovare lavoro in Italia: la questione delle competenze

L’errore più grande che i candidati compiono è non focalizzarsi sulle competenze. L’attenzione viene posta sul titolo di studio, magari sulle esperienza lavorative, ma pochi operano una riflessione approfondita circa quello che le aziende chiedono. Il risultato è una discrepanza notevole tra le competenze dei candidati e quelle richieste dal datore di lavoro.

Un altro errore che caratterizza chi punta a trovare lavoro in Italia risiede nel rifiuto della flessibilità. Daniela Caputo ha tenuto a specificare che il concetto di flessibilità, almeno in questo caso, non riguarda il tema dei diritti. “Flessibilità non vuol dire accettare contratti precari o senza tutele, bensì essere disponibili a mettersi in gioco, a svolgere mansioni che favoriscono lo sviluppo di competenze tecniche, a maturare nuove esperienze”.

Un problema che riguarda soprattutto i giovani, poi, è la generale inconsapevolezza su ciò che si vorrebbe fare. I ragazzi non sono incoraggiati a comprendere realmente cosa vogliono. Il primo passo per trovare lavoro in Italia, quindi, secondo Daniela Capito, è chiarirsi le idee, stabilire degli obiettivi coerenti non tanto con il proprio percorso di studio quanto con la propria personalità e le proprie aspirazioni.

Trovare lavoro a 20 o 50 anni: gli errori sono sempre gli stessi

Un errore che riguarda indistintamente i cinquantenni e i ventenni è il cattivo utilizzo di internet. In particolare di Facebook, riguardo al cui potenziale non vi è piena consapevolezza. “Molto spesso i candidati navigano su Facebook per sfogarsi o svagarsi. Invece può essere un’ottima opportunità per entrare in contatto con le aziende, una vetrina per presentarsi e diventare ‘visibili”. Il consiglio, quindi, è curare il proprio profilo Facebook come si farebbe con quello di LinkedIn.

Interessanti, infine, la descrizione sui portali per le offerte di lavoro. Monster è per esempio un sito molto generalista, in cui è possibile trovare qualsiasi tipo di annuncio, dal pizzaiolo al manager. Meglio affidarsi, dunque, ai portali specializzati. I siti delle aziende invece vanno consultati non tanto per cercare offerte quanto per prepararsi al colloquio, per cercare informazioni utili sull’azienda stessa e preparare un approccio efficace.

Molto illuminante è anche il discorso dei curriculum. L’errore più grande sta nello stile e nella scelta dei contenuti, in genere standardizzati e anonimi. Il consiglio è quello di personalizzare il CV  in base all’offerta di lavoro, fermo restando che il principio di verità rimane valido e imprescindibile.

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