Uscita anticipata dal lavoro: come chiederla al capo

uscire prima dal lavoro

Può capitare di dover uscire prima dal lavoro. Le ragioni possono essere molteplici: dagli impegni professionali ai problemi familiari, alla semplice stanchezza. Se si lavora in proprio, non vi è alcun problema. Se si lavora come dipendente, allora ne sorge uno abbastanza grosso: il permesso del superiore. Ecco che nella mente del lavoratore sorge una domanda: come chiedere di uscire prima dal lavoro? La risposta non è così scontata come si potrebbe immaginare, e in effetti anche solo pensare alla richiesta genera qualche ansia. Di seguito, qualche consiglio utile per chiedere… E ottenere.

Uscita anticipata dal lavoro, i fattori che contano

Non è detto che se la richiesta è giusta, a questa segua un permesso. Sono molti i fattori che possono determinare il sì o il no. Eccone alcuni.

Le contingenze. E’ ovvio, una richiesta avanzata nel momento sbagliato, ossia quando vi è la necessità di premere sull’acceleratore e le scadenze sono imminenti, ha minori probabilità di essere accettata. Il momento giusto è quando l’ufficio non si trova in uno stato di difficoltà, quando la situazione è tranquilla.

Il rapporto con il capo. Questo fattore incide moltissimo. Se il dipendente ha un buon rapporto con il capo, praticamente al limite dell’amicizia, o anche solo improntato sul rispetto e sulla cordialità, è probabile che riuscirà a ottenere l’uscita anticipata dal lavoro. Qui qualche consiglio per instaurare un buon rapporto con il capo. 

La politica aziendale. Anche questo incide tanto. Alcune aziende adottano un approccio più informale e flessibile agli orari, altre sono vecchio stampo. Anche se l’azienda è un po’ all’antica, però, non è detto che uscire prima dal lavoro sia impossibile.

La frequenza della richiesta. Ovviamente chiedere troppo frequentemente un permesso è il modo più efficace per beccarsi, presto o tardi, dei rifiuti. Occorre quindi riservare la richiesta solo nei casi necessari.

Scuse per uscire prima dal lavoro? meglio di no

Il primo consiglio è di non mentire mai, o almeno di cercare di evitarlo. Il motivo è semplice: se il capo scopre che la motivazione che il dipendente gli ha fornito era falsa, il rapporto di fiducia si incrina e non verranno più concessi permessi di questo tipo.

Un altro consiglio è quello di legare la motivazione, se possibile, a un aspetto che riguarda il lavoro. Se per esempio il dipendente chiede al capo di uscire prima in modo da prepararsi al meglio per un impegno che dovrà svolgere il giorno dopo, è molto probabile che la richiesta venga accettata. Come detto qualche riga fa, è bene non mentire, ma non è detto che alla motivazione reale, benché poco solida, non possa essere aggiunta anche una motivazione più utile ai fini produttivi. L’importante è rispettare le promesse.

Anche addurre motivi di natura familiare può essere utile, purché siano reali e in grado di esprimere il senso dell’urgenza. Se per esempio chiedete di uscire prima dal lavoro perché vostra madre ha una visita programmata da molti mesi, e siete gli unici a poterla accompagnare, è probabile che il capo vi accordi questa possibilità. Certo, è sempre bene non chiederlo all’improvviso, dal momento che un’assenza, benché di poche ore, può compromettere le performance aziendali.

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