Visite fiscali: cosa cambia per i lavoratori con la nuova legge

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Grandi novità in materia di visite fiscali sono state apportate dal Testo unico del pubblico impiego e quello sulla valutazione delle performance, gli ultimi due decreti attuativi della riforma Madia approvati a maggio. Tramite tali provvedimenti è stato istituito il Polo Unico Inps, attivo dal primo settembre. Con l’arrivo di questo mese, dunque, le visite fiscali e gli accertamenti medico legali non sono più competenza dell’ASL, ma dell’Istituto Nazionale Previdenza sociale. il provvedimento riguarda tutti i dipendenti, sia pubblici che privati: l’INPS è autorizzata a effettuare controlli medico legali e visite su tutti i dipendenti assenti dal lavoro per motivi di salute.

Visite fiscali INPS: gli obiettivi della legge

Un provvedimento volto a combattere l’assenteismo dal lavoro e le diverse frodi, che ogni anno creano danni per milioni di euro. Non a caso, infatti, i controlli e le visite fiscali saranno reiterati e selettive. In parole povere, i medici del Polo Unico INPS potranno recarsi più volte a fare visita al dipendente che si dichiara malato per più giorni e potranno verificare anche le assenze più sospette, quelle che capitano ogni lunedì o ogni fine settimana. Si tratta chiaramente di una fase che almeno per gli inizi può essere definitiva sperimentale, ma la cui attuazione si era senz’altro resa indispensabile dopo i recenti ed eclatanti casi di cronaca che avevano dato un’immagine tutt’altro che lusinghiera dei dipendenti. Soprattutto, una nuova normativa permette un adeguamento agli standard esteri.

Ma l’obiettivo è anche una migliore copertura e distribuzione territoriale degli accertamenti e delle visite fiscali, in modo da intensificare i controlli in aree poco coperte o isolate. Si mira altresì a una compensazione dei medici direttamente proporzionale al numero di visite fiscali effettuate. La riforma auspica dunque un aumento della penetrazione territoriale in conseguenza all’aumento del numero delle visite fiscali. I controlli potranno anche venir stabiliti d’ufficio, dal nuovo ente. Il lavoratore che risulterà assente durante la visita fiscale sarà convocato per la visita ambulatoriale.

Visite fiscali a dipendenti pubblici: da settembre parificate a quelle ai dipendenti privati

Oltre alle visite fiscali un altro cambiamento imminente, alla luce di questa sorta di parificazione tra settore pubblico e settore privato, riguarderà l’unificazione delle fasce orarie di reperibilità dei due comparti. Si ricorda che attualmente gli orari di visita previsti per il settore pubblico vanno dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, con obbligo di reperibilità anche nei giorni festivi; mentre per il settore privato le fasce orarie vanno dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. Come già detto, la riforma presto creerà un’unica fascia oraria, arrivando a un totale di sette ore per ogni settore.

Oltre alla competenza dell’Inps per le visite fiscali, la nuova normativa prevede altresì licenziamenti disciplinari e provvedimenti per la stabilizzazione del lavoro precario. Ma la novità più importante, dopo le visite fiscali, sta nella possibilità di licenziamenti per i lavoratori inadempienti, nello specifico per coloro i quali ricevono valutazioni negative sul proprio operato per tre anni di fila. Previsti anche provvedimenti per la lotta alla disoccupazione, soprattutto tramite l’assunzione nel settore pubblico e statale. Si mira a inserire in questo campo specifico in particolare i giovani qualificati e i disoccupati.

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