Quali sono le migliori facoltà di Agraria in Italia? Ecco cosa dice il Censis

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Il numero degli iscritti ai corsi di laurea delle facoltà di agraria è in continuo aumento. Ciò va inteso come il segnale di un crescente interesse dei giovani per il territorio, in una prospettiva che non è sintomatica di un anacronistico ritorno alle origini, bensì della diffusione e dello sviluppo dell’approccio glocal. Esso, infatti, premia la valorizzazione del territorio e allo stesso tempo fa proprie le dinamiche della globalizzazione.

Chi si iscrive alla facoltà di agraria ha in mente i percorsi professionali più disparati, dalla consulenza al lavoro dipendente, all’imprenditorialità. L’oggetto della loro futura professionalità è sempre lo stesso: il territorio.

Di seguito, un elenco delle migliori facoltà di agraria presenti in Italia secondo l’ultima ricerca del Censis. Prima, però, è bene offrire una breve panoramica su cosa significhi studiare agraria.

Cosa si studia alla Facoltà di Agraria

Gli argomenti sono numerosi, non a caso le facoltà di agraria propongono vari corsi di laurea. In genere, i più frequenti, che più o meno appaiono in tutte le facoltà, riguardano le tecnologie forestali (preservazione delle aree protette e dei boschi), le scienze alimentari, le scienze zootecniche e inerenti alla produzioni animali.

Le materie affrontate sono anch’esse numerose e sono per lo più di matrice scientifica. Checché ne dica il senso comune, laurearsi alla facoltà di agraria non è affatto una passeggiata. La chimica, tanto odiata al liceo, è per esempio una compagna (o un avversario, dipende dai punti di vista) che abbandona raramente lo studente universitario.

Scienze e Tecnologie Agrarie: le migliori facoltà

Va specificato che il Censis, nel costruire la classifica, ha utilizzato vari criteri, i quali non si riducono certo all’offerta didattica. Riguardano, infatti, anche le attrezzature (es. presenza ed efficienza dei laboratori), la capacità di offrire le borse di studio, il legame con il mondo del lavoro etc.

Specificato questo, possiamo procedere con la classifica.

Il primo posto è appannaggio della facoltà di agraria dell‘Università di Modena e Reggio Emilia (che esprime alti livelli di qualità anche per ciò che concerne i corsi di laurea in comunicazione). Il punteggio totalizzato è di 104,5. Un risultato più che ottimo, se si considera che il massimo è 110 e che è riuscita a migliorare la performance già incredibile dell’anno scorso (103,5, sempre primo posto).

Anche il secondo posto appartiene all’Emilia, e nello specifico alla facoltà di agraria dell’Università degli Studi di Bologna. I punti sono 102,5 (l’anno scorso erano 102).

Medaglia di bronzo per l’Università degli Studi di Padova, che fa segnare un balzo di addirittura quattro posizioni rispetto al 2016. Per lei i punti sono 97.

Per il quarto posto di scende al Centro Italia. Fuori dal podio, seppure per un soffio, è l’Università Politecnica delle Marche, che fa segnare 96 punti, in luogo dei 94 dell’anno scorso.

Quinto posto per Sassari, che rende così onore al Sud Italia. La facoltà sarda avanza di diverse posizioni rispetto al 2016 grazie ai suoi 93,5 punti.

Sesto posto per la facoltà di Agraria di Parma (93 punti).

Settimo posto a pari merito per Perugia (che però perde tre posizioni rispetto al 2016) e per Udine. Per loro, il codominio è giustificato dai 92 punti.